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Da
una ricerca effettuata all’Archivio di Stato di Siena,
si hanno notizie di “Caminata” che viene così descritta:
“…Non molto lontano dal Castello di Monteriggioni, su un
ripiano di terreno a sinistra della Via Fiorentina ed ai
piedi delle selvose vallate del vicino Montemaggio,
vedonsi gli avanzi di un vetusto Eremo, poi monastero,
consistenti in una casa colonica con più moderno
Oratorio detto della Caminata…”.
Relativamente all’origine del nome del luogo, ove sorse
questo convento della Caminata, ne è facile
l’interpretazione quando si considera che esso si trova
presso “le antiche confinazioni del territorio della
Repubblica di Siena col fiorentino e sull’antica strada
che dal poggio di S. Dalmazio, diramandosi dalla
fiorentina e rasentando la montagnola senese a
settentrione, si dirigeva a Volterra passando per Colle
Val d’Elsa”.
Tale nome fu dato a quei luoghi che si trovavano
specialmente in prossimità dei confini degli stati e
delle repubbliche italiane in cui, in occasione di
visite di re ed imperatori, si preparavano solenni
ricevimenti.
Parlando di questo luogo, sembra probabile che abbia
tratto il suo nome dal sito dove brillava un fuoco,
sotto un gran “camino”, situato nella stanza dove si
adunavano molte persone per trattare gli affari
riguardanti il pubblico interesse.
Di
questo abbiamo citazioni, quando nel Marzo dell’anno
881, l’Imperatore Carlo Il Grosso pronunziò un giudicato
per sedare le differenze che correvano tra i due vescovi
d’Arezzo e di Siena.
Il
monastero sotto il titolo di S. Bartolomeo, appartenente
all’ordine dei Padri Servi di Maria, può considerarsi
come uno dei primi monasteri dopo l’istituzione di
quell’ordine religioso seguito in Firenze nel 1233.
Nell’anno 1259 troviamo che questi religiosi ebbero
soccorsi ed elemosine dal Comune di Siena, segno
manifesto che vi si erano stabiliti da parecchio tempo;
se ne conosceva la loro utilità e vantaggio spirituale
del pubblico e la loro indigenza, per cui lo stesso
governo di Siena si mosse a soccorrerli con le rendite
del pubblico erario.
Questo Eremo prese forma di convento intorno all’anno
1322 e ciò risulta da un giornale di spese dal convento
della SS. Annunziata di Firenze, ove in una annotazione
del Settembre 1324 si trova notato per la prima volta
anche il Priore di questo monastero di Monteriggioni.
Dopo quest’epoca, trovasi sempre detto “eremo”
rammentato come un monastero diretto da un Priore suo
proprio sostenuto da elemosina del Comune di Siena.

A
causa delle scarse rendite, per i danni avuti dalle
scorrerie nemiche e specialmente negli ultimi tempi
della Repubblica di Siena, quando i soldati
dell’Imperatore Carlo V misero tutto a ferro e a fuoco,
il Priore ed i suoi religiosi confratelli non vi
dimoravano più.
I
Padri Serviti del convento di Siena presero il costume
di inviarvi due volte al mese uno dei loro sacerdoti per
celebrarvi la S. Messa.
Con deliberazione del 28 Settembre 1549 il Reverendo
Padre Generale dell’Ordine Fra Agostino Bonucci di
Arezzo soppresse ed incorporò definitivamente il
monastero all’altro di Siena dello stesso Ordine.
Nello stesso anno i terreni del monastero furono dati in
affitto a vita natural durante a tal Francesco da Siena.
Il
14 Agosto 1561 lo stesso Convento della Caminata con i
suoi beni annessi fu nuovamente affittato a vita a Fra
Giuseppe da Lucca.
Celebre è questo monastero per la sua antichità
d’istituzione, ove si trattenne in meditazione uno dei
SS. Fondatori di quell’ordine, il Beato Alessio
Falconieri, che la Chiesa venera sugli altari.
Nel 1853 i signori Brancadori chiedono di poter riparare
la cappella ormai in rovina.
Don Bonamico Leoncini, Parroco di Monteriggioni,
permette la demolizione e la ricostruzione con gli
stessi materiali della chiesa che viene nuovamente
eretta, ma di dimensioni ridotte. |